La distinzione tra rifiuti elettronici domestici ed i rifiuti RAEE industriali è un aspetto da non sottovalutare in quanto incide sulle modalità di smaltimento corretto di questi scarti secondo le normative attualmente in vigore sul nostro territorio nazionale.

Infatti, quando si parla di rifiuti RAEE si intendono tutti quei dispositivi elettronici, domestici o industriali, che hanno raggiunto la fase finale della loro vita e non sono più recuperabili e utilizzabili, ma non possono essere conferiti con quelli comuni.
Trattarli nel modo giusto significa recuperare i materiali che possono essere riutilizzati, come ad esempio il rame, l’alluminio ed il ferro, e fare attenzione alle sostanze pericolose che contengono per evitare contaminazioni ambientali.
Vediamo insieme, come si differenziano i rifiuti RAEE domestici da quelli industriali per capire come smaltirli correttamente ed evitare rischi per l’ecosistema e la salute dei cittadini, oltre a sanzioni economiche per le aziende che non conferiscono questo tipo di scarti secondo le Leggi vigenti.
Le differenze tra rifiuti RAEE domestici e professionali
Per elencare le differenza tra rifiuti RAEE domestici e rifiuti elettronici industriali bisogna fare riferimento alla Direttiva 2012/19/UE sui rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (WEEE) e al Testo Unico Ambientale che riguarda le modalità di gestione dei rifiuti in Italia. Da questi testi legislativi si evince che:
- i rifiuti elettronici domestici sono quelli prodotti da famiglie e utenze private che sono destinati alla raccolta differenziata pubblica e possono essere consegnati nelle isole ecologiche oppure ritirati gratuitamente dal proprio Comune di residenza;
- i rifiuti RAEE industriali sono quelli dismessi da aziende, attività commerciali o industriali che hanno la responsabilità del loro trattamento, nel rispetto delle normative ambientali, da affidare ad una ditta di trasporto e gestione documentale per il conferimento in centri di smaltimento autorizzati con obbligo di produzione del Formulario di Identificazione Rifiuti (FIR) e del Registro di Carico e Scarico.
Capire la distinzione tra rifiuti elettronici domestici e RAEE industriali permette di comprendere quali sono i dispositivi da dismettere e riciclarli o smaltirli in base ai materiali che li compongono, evitando danni ambientali ed economici se il conferimento avviene seguendo le norme vigenti in materia.
Quali sono i rifiuti RAEE domestici
I rifiuti elettronici domestici sono suddivisi in 5 raggruppamenti specificati dal decreto n. 40 del 20 febbraio 2023:
- apparecchiature per lo scambio di temperatura con fluidi come frigoriferi, congelatori, apparecchi che distribuiscono automaticamente prodotti freddi, condizionatori, deumidificatori, pompe di calore, radiatori a olio, altre apparecchiature per lo scambio di temperatura con fluidi diversi dall’acqua, asciugatrici con pompa di calore;
- altri grandi bianchi come lavatrici, lavastoviglie e apparecchi di cottura;
- TV e monitor come televisori, schermi, monitor, cornici digitali LCD, laptop, notebook;
- IT e consumer electronics, apparecchi di illuminazione, PED e altro come apparecchi per riprodurre suoni o immagini, apparecchi musicali, apparecchi hi-fi, grandi stampanti, copiatrici, macchine a gettoni, dispositivi medici, strumenti di monitoraggio e controllo, apparecchi che distribuiscono automaticamente prodotti e denaro, grandi elettrodomestici utilizzati per riscaldare stanze, letti e mobili per sedersi nonché altre, apparecchiature di grandi dimensioni, mainframe, agende elettroniche, apparecchi radio, apparecchi per aprire o sigillare contenitori o pacchetti, asciugacapelli, aspirapolveri, bilance, bollitori elettrici, calcolatrici, cappe, cellulari, coltelli elettrici, fax, ferri da stiro, forni a microonde, friggitrici, frullatori, giocattoli elettrici ed elettronici, macchine da scrivere elettriche o elettroniche, macchine per cucire, macchine per maglieria, macina caffè elettrici, navigatori satellitari (GPS), orologi, pannelli fotovoltaici, piccole apparecchiature con pannelli fotovoltaici integrati, rasoi elettrici, PC, regolatori di calore, rivelatori di fumo, router, sigarette elettroniche, spazzolini da denti elettrici, stampanti, telefoni, anche cellulari, telex, termostati, tostapane, scope meccaniche, sveglie e orologi, ventilatori elettrici, videocamere, videoregistratori, altri prodotti e apparecchiature per raccogliere, memorizzare, elaborare, presentare o comunicare informazioni con mezzi elettronici, segreterie telefoniche e apparecchiature per
trasmettere suoni, immagini o altre informazioni mediante la telecomunicazione, tutte le altre apparecchiature di piccole dimensioni, anche informatiche e per telecomunicazioni, stufe elettriche, piastre riscaldanti elettriche, apparecchi elettrici di riscaldamento, apparecchiature per la pulizia, apparecchi per massaggi e altre cure del corpo, apparecchiature sportive, computer per ciclismo, immersioni subacquee, corsa, canottaggio; - sorgenti luminose come lampade fluorescenti, lampade fluorescenti compatte, tubi fluorescenti, LED, lampade a scarica ad alta densità, comprese lampade a vapori di sodio ad alta pressione e lampade ad algoritmo metallico, lampade a vapori di sodio a bassa pressione.
Questi scarti RAEE domestici hanno assegnati i Codici CER 200121*, 200123*, 200135*, 200136 a seconda della presenza di materiali pericolosi e non pericolosi che li compongono, imponendo anche le indicazioni previste dalla Legge in materia di trasporto ADR.
Cosa sono i RAEE professionali
RAEE professionali quali sono? I rifiuti elettronici industriali sono disciplinati dal D.Lgs. 49/2014 e che li dividono in 5 categorie:
- apparecchiature per lo scambio di temperatura come frigoriferi e congelatori industriali, distributori automatici di prodotti freddi, climatizzatori e condizionatori per uffici/CED. pompe di calore professionali, deumidificatori industriali;
- grandi apparecchiature come fotocopiatrici, stampanti multifunzione e plotter, server rack e infrastrutture di rete pesanti, grandi elettrodomestici per comunità (lavatrici industriali, forni per ristorazione), macchinari per la produzione industriale automatizzata, distributori automatici di bevande calde o snack, pannelli fotovoltaici (gestiti con regimi specifici);
- schermi e monitor come monitor per PC di uffici e postazioni grafiche, televisori e display per sale riunioni, laptop, tablet e notebook aziendali, cornici digitali professionali, monitor medicali ad alta risoluzione;
- piccole apparecchiature come piccoli utensili elettrici (trapani, avvitatori professionali), apparecchi di illuminazione (plafoniere, faretti), piccoli elettrodomestici per uffici (macchine del caffè, bollitori), apparecchiature di monitoraggio e controllo (sensori, termostati), rilevatori di fumo e fiamme;
- sorgenti luminose come tubi fluorescenti (i classici “neon”), lampade a scarica ad alta intensità, lampade a LED professionali, lampade a vapori di sodio o vapori di mercurio.
A queste categorie si aggiungono le piccole apparecchiature informatiche e per telecomunicazioni con dimensioni inferiori ai 50 centimetri come Personal Computer (Desktop / Mini PC), stampanti da tavolo e scanner, smartphone, cellulari aziendali e telefoni fissi/VOIP, router, switch, modem e access point Wi-Fi, terminali di pagamento (POS), GPS professionali per flotte aziendali.
I codici CER di questi rifiuti sono 160214, 160213*, 160211*, 160216,160215*, l’asterisco sta a indicare gli scarti pericolosi.
Perché distinguere i rifiuti RAEE domestici da quelli industriali
Conferire correttamente i rifiuti elettronici domestici da quelli industriali è importante per non disperdere sostanze pericolose nell’atmosfera, nelle acque e nel suolo ed evitare contaminazioni che possono essere dannose per la salute delle persone e degli animali.
Inoltre, riconoscere i differenti dispositivi elettrici consente di individuarne la composizione e recuperare materiali preziosi che possono essere riciclati e dare vita a nuovi apparecchi oppure avere altri utilizzi, con il risparmio di materie prime e nuove emissioni di CO2 nell’ambiente.
Tutto questo favorisce l’economia circolare e lo smaltimento corretto di questi rifiuti permette anche la distruzione in sicurezza di apparecchiature che contengono dati sensibili, rispettando anche le normative in materia di gestione e trattamento delle informazioni personali GDPR.
Infine, per le aziende è fondamentale rispettare le norme vigenti in materia di gestione degli scarti RAEE per non avere perdite economiche, non incappando in sanzioni amministrativi da 2mila a 10mila euro per mancata comunicazione al Centro di Coordinamento RAEE, da 500 a 3mila euro per irregolarità nel RENTRI, da 30mila a 100mila se non provvedono alla raccolta separata tra scarti domestici e industriali.
Come smaltire i rifiuti elettronici domestici
I cittadini hanno diverse modalità per smaltire correttamente i propri rifiuti RAEE domestici. Infatti si può scegliere tra:
- le isole ecologiche o i centri di raccolta, solitamente i Comuni mettono a disposizione degli utenti delle aree in cui consegnare le apparecchiature elettroniche in disuso;
- il ritiro “Uno contro Uno”, quando si acquista un nuovo dispositivo elettronico si può dare il vecchio apparecchio che il venditore dovrà ritirare gratuitamente;
- il ritiro “Uno contro Zero”, i negozi con superficie che va oltre i 400 metri quadrati possono ricevere vecchi elementi elettrici di misura inferiore a 25 centimetri, in forma gratuita e senza che le persone siano obbligate ad acquistare un nuovo prodotto;
- i servizi a domicilio, ci sono Comuni che offrono ai loro cittadini il ritiro dei grandi elettrodomestici gratuitamente e direttamente a casa propria.
Queste opportunità consentono di salvaguardare l’ambiente e liberare la propria residenza dall’accumulo di strumenti elettronici, evitando di spendere dei soldi per gestire questi scarti in modo corretto.
Lo smaltimento RAEE professionali
La gestione RAEE professionali è differente rispetto a quelli domestici, l’unica opzione percorribile di quelle elencate nel paragrafo precedente è quella del ritiro uno contro uno con consegna al rivenditore in seguito ad un nuovo acquisto. Ogni azienda ha la responsabilità del conferimento dei propri scarti elettronici provvedendo a:
- identificazione e separazione dei rifiuti elettronici dagli altri scarti prodotti, compresi quelli pericolosi e non pericolosi;
- affidamento dei RAEE ad operatori autorizzati che si occupano del trasporto e del corretto conferimento dei materiali ritirati;
- recupero degli scarti riciclabili e trattamenti specifici per elementi preziosi e pericolosi presso impianti autorizzati;
- tracciabilità dei rifiuti smaltiti tramite la produzione di MUD, RENTRI e Registro di Carico e Scarico.
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